Queste foto provengono da parecchi anni di viaggi o brevi vacanze in Italia e all'estero,
principalmente una estiva Francia del Sud e una Spagna carica di colore ma quanto mai lontana
dal turismo di massa.
Non mancano scorci di Toscana, Liguria o Alto Adige, e nemmeno le campagne intorno a casa.
Le pagine di questa raccolta sono dedicate in primo luogo agli amici,
che in qualche caso riconosceranno se stessi o altri nelle foto, e a tutti coloro che
si avventureranno qui nei dettagli e nei panorami di un mondo visto attraverso la macchina fotografica.
Non sono certamente un professionista della fotografia, pur avendola praticata - tra errori
e imprecisioni - fin da piccolo; ma meno che mai mi considero un "artista",
almeno non nel senso bohémien che una certa cultura ama attribuire a questo logoro termine:
non troverete quindi nelle mie foto nessuno "sguardo obliquo sul reale", nessuna "weltanschauung
sognante", nessun artifico retorico; per me la fotografia è ciò che deve essere:
la capacità - non sempre presente o particolarmente affinata nei miei scatti - di "far dire"
alla luce qualcosa. Semmai, l'unica ricerca alla quale sottopongo la mia Minolta è
quella di una combinazione di forme e colori, di luci e di ombre, che sottenda un'armonia
al di là del "mi piace / non mi piace": la ricerca del Bello.
Guardando le foto, alcuni si chiederanno quale complessa attrezzatura d'avanguardia sia servita
per scattare alcuni giochi di luce o alcuni colori particolari: per saziare la curiosità,
dirò che le foto sono composte per la quasi totalità da: fortuna nel poter viaggiare,
occhio nel saper vedere, costanza nel voler migliorare.
Fino al 2006, tutto il "lavoro duro" è stato svolto interamente
da una modesta Minolta Dynax 505si (a pellicola), un mini-cavalletto certo non di marca e due
obiettivi zoom Tamron (24-70 e 28-200) che i tecnocrati non esitano a definire "mediocri",
e i saccenti "crap" (cacca).
Fino a questa data, quindi, le mie foto sono nate su supporto organico (prevalentemente Fujichrome Sensia 100,
qualche rara Kodachrome 400 per dia, nessun negativo), e trasferite in digitale attraverso un "banale"
scanner Epson Perfection 3170 Photo (tutt'altro che il top di gamma); gli originali sono stati scansiti
(con correzione manuale del colore) a metà risoluzione (circa 3000x4000 - 30 x 40 a 254dpi) a 48bit
(circa 281.000 miliardi di colori) e salvati in TIFF tramite un laptop Toshiba con 1Gb di Ram e un Centrino 1.5Ghz.
Dalla fine del 2006, la crescente imperizia, stupidità e poca voglia degli stampatori,
unite alla penuria spaventosa di carta decente per stampare le dia,
mi hanno tristemente spinto a passare al digitale, con considerevoli investimenti
(soprattutto per un dilettante) per fare le stesse cose che prima si facevano con meno della metà.
Oggi, il mio "parco tecnologico" include una Nikon D80 da 10Mp,
due obiettivi Nikon (un 18-200 VR e un supergrandangolare 12-24) e un flash Metz 54 AF-1N.
Tuttavia, ancora oggi che sono stato costretto al passaggio al digitale, nella disputa
fra tecnocrati e fotografi, tra chi sentenzia la supremazia delle nuove tecnologie
citando "Photo for Dummies" o i manualetti di Computer Magazine,
e chi pazientemente spreme dai sali d'argento quel che
la Realtà può dare, ecco: io voto ancora senza dubbio per la pellicola: e so per esperienza che
i passaggi di colore, la risoluzione nei dettagli e la stupenda luminosità di una pur banale
Fujichrome Sensia 100 ASA da 4 euro non saranno battuti dal più costoso sensore Nikon o Canon
(compreso quello della mia reflex, badate bene!)
per ancora parecchio tempo [
Approfondimento].
Perché vi racconto queste cose? Semplice: per ricordare di nuovo a tutti che non sono le diavolerie
"top della gamma" a fare una buona foto, ma un buon rapporto con quello che c'è intorno a te,
e tante volte l'umiltà di saperlo vedere. "La tecnica è serva dell'idea", e se non hai idee
la migliore tecnica del mondo non ti salverà.
Per ulteriori informazioni, commenti, domande, ecc. scrivetemi su
. Per richiedere una stampa dal file digitale (disponibile anche in B/N) o dalla diapositiva corrispondente, indicate anche il titolo esatto.
Buona visione.